Skip to main content

Le storie sono state raccolte da Gabriele Bortolozzo nel suo lavoro di investigazione. Lavoratori e famiglie hanno affidato a lui i racconti delle loro odissee perché hanno creduto nella sua missione. Gabriele credeva che avessero diritto al riconoscimento del danno e alla verità.

I nomi sono stati modificati per non rendere le persone riconoscibili e le date riportano quasi sempre solo l’anno mentre nel documento originale riportano con precisione anche giorno e mese.

Le interviste sono state lasciate inalterate senza alcuna modifica alle espressioni colloquiali o dialettali.

Questo racconto è scritto al tempo presente e si riferisce al mese di aprile 1995.

  • Dei sei autoclavisti che nel 1956 hanno avviato l'impianto di polimerizzazione in emulsione del CVM, reparto CV6, solo due sono ancora vivi
  • Al Petrolchimico di Porto Marghera, nel 1956, alla messa in marcia del reparto CV6, impianto di polimerizzazione in emulsione del cloruro di vinile monomero (CVM), c'erano sei operatori autoclavisti. Ecco la storia di quattro di loro, deceduti, come da certificazioni mediche, di tumore in conseguenza dell'esposizione al CVM
  • Altri casi di mortalità da tumore tra gli esposti al CVM e PVC del Petrolchimico di Porto Marghera
  • Anche i lavoratori che operavano vicino agli impianti di lavorazione del CVM e PVC hanno subito danni da quelle sostanze nocive. Ecco un caso.
  • Tra gli addetti al CVM e PVC del Petrolchimico di Porto Marghera sono numerosi i casi di lavoratori, tuttora vivi, che hanno subito delle operazioni chirurgiche mutilanti o che si portano dietro gravi menomazioni fisiche con complicanze di vario tipo. Ecco la storia di alcuni di loro.
  • Il CVM a Porto Marghera veniva lavorato anche alla Montefibre Montedison, che lo riceveva dal vicino Petrolchimico. Gli addetti erano circa 80 e anche loro parteciparono all'indagine epidemiologica del 1975. Questa la storia di uno di loro.
  • Quando è scoppiato il caso della mortalità da CVM a Porto Marghera sono pervenute, da parte di lavoratori, e familiari di deceduti, numerose segnalazioni di casi di tumore tra gli esposti ad altre sostanze chimiche cancerogene del Petrolchimico, come, per esempio, le amine aromatiche e il nitrile acrilico. Nei reparti TDI, dove si lavorano le amine aromatiche, e all'AM10, dove si produceva il nitrile acrilico, i casi di morte per esposizione ai cancerogeni sono stati moltissimi, e andrebbero chiariti con una approfondita ricerca. L'AM10 è stato chiuso nel 1976, in modo sbrigativo, prima che diventasse un "caso", con un accordo segreto tra direzione aziendale e consiglio di fabbrica, trasferendo la produzione del nitrile acrilico a Gela in Sicilia. Un caso di mortalità di un lavoratore addetto ai reparti ac
  • Un caso di un lavoratore del TDI, tuttora vivo, che ha subito una operazione chirurgica mutilante
pageview counter pixel