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La strage

Durante il processo sono stati accertati 157 casi di decesso di lavoratori del ciclo produttivo del CVM/PVC e 103 casi di malattie gravi. Nel processo di appello il pm Casson presenta altri 40 casi di lavoratori ignorati dal tribunale (il CVM è solo uno degli 8 prodotti cancerogeni che venivano lavorati o prodotti a Porto Marghera).

Molte delle parti civili, circa 500 persone, tra cui tutti i familiari delle vittime (ad esclusione dei figli di Gabriele Bortolozzo) e dei lavoratori, all’inizio del processo di primo grado, dopo poche udienze, raggiungono con le aziende un accordo di indennizzo che ammonta a circa 70 miliardi di vecchie lire, uscendo in questo modo dal processo.

Il Processo di appello, confermato in Cassazione, vede la condanna di 5 maxi dirigenti (3 amministratori delegati, 1 responsabile medico sanitario e 1 direttore generale) per la morte di un lavoratore, ancora non caduta in prescrizione come le altre. Viene definitivamente riconosciuto il nesso causale tra le lavorazioni di CVM/PVC e le forme tumorali contratte dai lavoratori.

Il disastro ambientale

Il processo accerta che il Petrolchimico ha causato un disastro ambientale colossale con 5 milioni di metri cubi di sedimenti contaminati in laguna di Venezia, altri 5 milioni di metri cubi di scarti di lavorazione contenenti sostanze tossico nocive scaricati in oltre 120 discariche abusive dentro e fuori il territorio provinciale; in mare sono stati scaricati 80 milioni di tonnellate di fanghi derivanti dalle lavorazioni; in atmosfera, dai camini, sono state scaricate 1.600.000 tonnellate di sostanze variamente tossiche e pericolose che sono poi ricadute nel territorio circostante.

Montedison ha pagato nel 2001 un indennizzo all’Avvocatura di Stato per danni ambientali di 550 miliardi di vecchie lire sulla base di un accordo sottoscritto in gran segreto pochi giorni prima della sentenza di assoluzione del primo grado di giudizio con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e con il Ministero dell’Ambiente.

Se a questo indennizzo ambientale aggiungiamo l’indennizzo di circa 70 miliardi ai parenti delle vittime si arriva ad un totale di 613 miliardi di vecchie lire, fino a quel momento in assoluto il più alto indennizzo mai ricevuto in Italia per via giudiziaria.

Con i 550 miliardi di vecchie lire ai quali si sono aggiunti poi altri indennizzi di aziende che hanno contaminato i suoli di Porto Marghera, si è costituito il fondo di Regione Veneto e Ministero dell’Ambiente per i lavori di bonifica e messa in sicurezza del sito di interesse nazionale di Porto Marghera.

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