Skip to main content
Era l’anno 1994 e, come al solito, ero di turno in Procura della Repubblica in piena estate, quando la sospensione delle udienze ordinarie e l’assenza di avvocati consentivano di lavorare meglio e in santa pace. Era tutta la mattina che dalla segreteria mi sollecitavano per incontrare “uno”, che aveva appena presentato una nuova denuncia su Porto Marghera e che apparentemente non si sarebbe schiodato, se non dopo essere stato ricevuto dal “capo” della procura. Essendo non il capo, ma il magistrato più anziano presente in sede, misi da parte i documenti su un traffico internazionale d’armi e sulle implicazioni dei servizi segreti su cui mi stavo scervellando da ore. E, forse anche per fare una pausa, dissi all’ispettore di polizia che lavorava con me di fare entrare quella persona […] Aveva raccolto una messe di informazioni e di documentazione sulle produzioni chimiche, da lui definite “di morte”, dello stabilimento sito sulla sponda ovest della laguna di Venezia: il tanto famoso ma temuto petrolchimico. Il tutto in grande solitudine, inizialmente all’insaputa dell’azienda, ma ben presto in contrasto con i vertici aziendali e con gli stessi sindacati, che da troppa informazione ed eccessiva trasparenza temevano danni alle attività e chiusure di reparti. Solo da un certo momento in poi a lui si erano affiancati pochi altri tecnici ed esperti, esterni all’azienda, vicini all’associazione Medicina democratica.
Scartabellavo i numerosi appunti, grafici e rapporti interni che Gabriele mi sottoponeva, illustrandomeli con una pressione e una passione sempre più intense. Quasi non sembrandogli vero di aver trovato un ascoltatore in un ufficio del tribunale. Descrivevano un mondo a me completamente sconosciuto, quasi da girone dantesco, con decine di operai morti negli anni a causa delle lavorazioni in fabbrica, con discariche abusive all’interno e all’esterno dello stabilimento e a imbonire alcune zone periferiche della vicina Mestre, con sversamenti di rifiuti pericolosi e cancerogeni per terra, in mare e nelle acque della laguna veneziana.
Marghera – La strage del Petrolchimico, di Felice Casson
pageview counter pixel