Gabriele entra al Petrolchimico nel 1956, a 22 anni, dopo aver frequentato una scuola per operatore di produzioni chimiche. Queste alcune pagine del suo quaderno di appunti, proprio quelle in cui descrive il CVM e le lavorazioni in cui avrebbe operato per molti anni e che avrebbero rappresentato una condanna per moltissimi operai.
In 19 anni passa da manovale comune a manovale specializzato, poi operaio qualificato, operaio specializzato, qualifica speciale di 2° grado, qualifica speciale di 1° grado, impiegato di 2° categoria, operando come capoturno o assistente.
Raccontava di aver sempre lavorato sodo, di aver dato il massimo, lavorando con precisione e contribuendo, per quanto nelle sule possibilità, al miglioramento dei processi. Anche se le condizioni di lavoro erano dure e all’inizio, solo ventenne, aveva 11-12 giorni di ferie l’anno, con turni organizzati in modo tale da avere un giorno completamente libero solo ogni 7 settimane. L’illegalità, il mancato rispetto delle leggi sulla salute e la sicurezza, l’evidenza poi della cancerogenicità delle lavorazioni hanno rappresentato un limite insormontabile. Ha comunque continuato a dare il meglio, ma senza accettare alcun compromesso, né ricatto