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Nel 1985, il petrolchimico di Porto Marghera era nel pieno di una ristrutturazione iniziata nel 1980: Cassa Integrazione, prepensionamento e gli accordi aziendali sulla nuova organizzazione del lavoro che avevano già prodotto l’espulsione dalla fabbrica di oltre un migliaio di lavoratori.

Il petrolchimico non era più “la punta di diamante” delle lotte operaie degli anni ’70; classe dirigente e il sindacato avevano attuato su livelli differenti una pesantissima campagna di repressione, espulsione e ristrutturazione.

In fabbrica stava dilagando un forte individualismo, creato ad arte miscelando: paura, minacce, privilegi e denaro.

In tutta la fabbrica pochissimi erano i soggetti che avevano ancora la voglia e la caparbietà di continuare un lavoro politico antagonista e controcorrente.

È dall’incontro di questi pochi soggetti che rinasce una nuova stagione politica che si concluderà dopo molti anni con l’inizio del Processo contro la più alta dirigenza delle società che hanno gestito lo stabilimento Petrolchimico, con l’accusa di strage e disastro ambientale.

I soggetti che si incontrano nel 1985 e che iniziano questa attività sono: Gabriele Bortolozzo, Luciano Mazzolin, Giovanni Sgnaolin, Gabriele Conomo e, successivamente Silverio Zagagnin.  Sostenuti da una modesta area di consenso interno, decidono di partire con un lavoro minimo di informazione/controinformazione per squarciare la pesante cappa di omertà e di silenzio che regna all’interno del Petrolchimico; per far rinascere all’interno e all’esterno della fabbrica un dibattito sulle problematiche legate al mondo del lavoro, ai diritti dei lavoratori, alle tematiche relative alla salute e all’ambiente.

Decidono di usare per tutti i loro lavori la sigla “Agenzia d’Informazione COORLACH” (COORLACH è l’abbreviazione di Coordinamento Lavoratori Chimici).

La sigla non è mai stata registrata né regolarizzata, ma nel veneziano è riconosciuta e conosciuta da molti anche a livello istituzionale e in particolar modo dagli organi di informazione.

Molti sono i lavori realizzati in quegli anni a firma dell’Agenzia d’Informazione COORLACH, e tutti hanno avuto una notevole amplificazione nei giornali locali.

Gli strumenti usati sono stati: il comunicato stampa; documenti di approfondimento tematico (DOSSIER) con cadenza semestrale o annuale; per passare poi, nel 1991, alla creazione di un giornale di fabbrica dal titolo “RESIDUO” (sottotitolo” Quelli che credono ancora nella centralità dei lavoratori e non si arrendono e omologano alla centralità del profitto”); un giornale con cadenza mensile che, per rispetto alla normativa vigente, viene distribuito come supplemento alla rivista Nazionale Medicina Democratica.

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